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Ci sono tre principali
ipotesi sull'etimologia del nome Abruzzo.
La prima, e la più accreditata, fu proposta nella sua Italia
Illustrata dallo storico umanista Flavio Biondo, che considera
Aprutium come corruzione di Praetutium, cioè il paese dei Praetutii,
una popolazione che abitava originariamente l'antica colonia fenicia
di "Petrut", in seguito chiamata dai Romani Petrutia o Praetutia,
nei pressi dell'attuale Teramo.
Secondo altre ipotesi il toponimo deriverebbe dal latino aper
(cinghiale), per cui l'Abruzzo sarebbe la regione dei cinghiali, dal
participio latino abruptum (scosceso), cioè regione dalle rocce
scoscese, o ancora dall'espressione a Bruttiis, vale a dire il paese
che comincia dai Bruttii, abitanti dell'Italia meridionale (odierna
Calabria).
Il nome Aprutium, sconosciuto, almeno per quanto sappiamo, nell'età
classica, appare per la prima volta verso la fine del VI secolo d.C.
in una lettera di Gregorio Magno diretta ad un Oportunus de Aprutio.
Esso ha dapprima riferimento al territorio teramano o forse alla
sola città di Teramo, chiamata appunto Interamna Praetutia. Fino
alla dominazione longobarda l'Aprutium e' dunque uno dei sette
gastaldati a sud del Tronto (Aprutium, Pinne, Teate, Marsi,
Amiterno, Forcona e Valva); sotto i Normanni il termine comincia
invece ad indicare tutte le terre ai confini settentrionali del
Regno di Sicilia e sotto Federico II indica infine il territorio dei
sette gastaldati longobardi riuniti, con capoluogo Sulmona,
territorio la cui estensione non era molto diversa da quella
attuale. |